E’ l’iniziativa recente. Il desiderio di rispondere
anche ad una necessità di base come la fame e la malnutrizione, ha
ispirato l’utilizzazione di un generoso aiuto venuto da fuori, per
creare una struttura che potesse, utilizzando i prodotti locali,
rispondere a questa necessità. Questi biscotti sono distribuiti negli
orfanotrofi , negli asili, nelle prigioni, nella case di riposo, e in
altri ambienti dove il bisogno evidente.
Siamo alla ricerca di mezzi che ci permettano di continuare ad operare
senza dover ripiegare solo in una struttura commerciale che non
manterrebbe la finalità primaria che è quella di “dar da mangiare a chi
ha fame”... Non sarà con i nostri biscotti che risolveremo il grande
problema alimentare del Camerun, ma se ci sarà un aiuto da parte di
gente generosa, faremo del nostro meglio perché, quanti possiamo
raggiungere, possano mangiare a sufficienza. Tre/quattro pacchetti di
biscotti (di 40 grammi) al giorno, forniscono ad un bambino il minimo
vitale. E 4 pacchetti costano 25 centesimi di euro. Con 1 euro si può
dare da mangiare a quattro bambini affamati.
P. Antonio dice: "Questa iniziativa si inserisce
nelle nostre attività sociali, attenti ai problemi della povera gente in
Africa.
Nel 2006 i bambini sotto i 5 anni morti a causa di: fame, malnutrizione,
malattie (malaria, AIDS, colera, tifo…) acqua non potabile sono 9,7
milioni. A detenere la triste palma del primato ancora l’Africa, in
particolare i paesi della fascia sub-sahariana, dove muore quasi il 50%
di bambini nel mondo.
Il
Cameroun è fra i questi paesi. Qui capita di incontrare bambini
scheletrici, è purtroppo diffusa la situazione di molte famiglie dove si
mangia una sola volta al giorno e nemmeno tutti i giorni. La maggioranza
dei bambini va a scuola al mattino senza aver messo nulla nello stomaco,
mangiano forse solo la sera, se durante la giornata la mamma è tornata
dal campo con qualche cosa o dal mercato con un piccolo guadagno. Anche
il sistema famigliare è molto precario: i bambini sui 2 anni sono
affidati ad una sorellina di poco più grande e presto lasciati in balia
di se stessi. Circolando lungo le dissestate strade del Camerun è
facilissimo incontrare bambini che chiedono la carità, o che ti vendono
qualcosa pur di racimolare qualche soldo. I giocattoli e le bambole non
servono a questi bambini, fin dalla tenera età devono accudire ai loro
fratelli minori, mentre le loro madri sono in cerca di cibo per loro, e
questa ricerca disperata di dare un domani ai loro figli spinge queste
donne a fare di tutto: molte lavorano moltissime ore in condizioni
disumane nelle piantagioni delle grandi multinazionali ricevendo misere
paghe, molte passano lunghe giornate al mercato per cerare di vendere i
frutti dei campi, altre mercanteggiano qualche frutto tropicale o
verdura tipica lungo le strade principali del Paese, altre si danno alla
prostituzione, col conseguente dilagare di malattie virali come l’AIDS.
La figura maschile è quasi completamente assente dal contesto
famigliare: gli uomini spesso hanno più donne (anzi è un vanto aver
procreato da più donne), essi non si occupano per nulla o quasi della
famiglia: le loro uniche preoccupazioni sono l’alcool
(birra), il sesso, il cellulare e il calcio, e una volta giunti a casa,
magari dopo essere stati con altre donne, pretendono di essere serviti e
riveriti dalla loro “moglie-donna” che hanno in casa, altrimenti l’unica
conseguenza per essa è, dopo una estenuante giornata di lavoro per
mandare avanti la famiglia, una bella
serie di lividi.
E’ in questo contesto che la ONG “Children Care - Cameroun” si
inserisce cercando di favorire lo sviluppo mirando direttamente a certi
bisogno urgenti".