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8 settembre, inizio ufficiale delle scuole in Cameroun.
Sono circa
4.000.000 gli alunni dai 6 ai 15 anni. Tenendo presente che molti
bambini vanno alla scuola materna e all’asilo, e parecchi continuano
fino alla maturità, si può calcolare che più di un terzo della
popolazione del Cameroun in questi giorni si ritrova sui banche di
scuola.
La media degli alunni per classe è
di 65, (l’UNESCO raccomanda che le classi non abbiano più di 45 alunni)
ma molte classi arrivano anche a 100 e più alunni, con un solo maestro
nelle elementari. Le classi sono altrettanto numerose nei licei. Una
“grande ambizione” annunciata dal Presidente due anni fa è di arrivare
ad avere classi di 40 alunni per maestro nel 2015, ma sarà difficile
arrivarci.
La costituzione garantisce il
diritto all’educazione, la scuola obbligatoria e gratuita, ma in realtà
l’investimento dello stato per le spese legate all’educazione sono
discendenti di anno in anno. L’’educazione e la scolarità dei giovani
camerunesi non è una priorità che a parole per lo stato camerunese, che
riesce a malapena a pagare maestri e professori.
La scuola costa
cara a tutti i livelli, e una famiglia che ha 5 o più bambini in età
scolastica sta vivendo momenti tragici per riuscire a mandare tutti a
scuola e purtroppo sono poche le famiglie che riescono a sistemare tutti
i figli… Alcuni genitori riescono a mandarne a scuola… la metà, dando
precedenza ai maschi. Prevale il “Sistem D” (D = debrouillardise =
arrangiarsi) e i poveri genitori fanno i salti mortali per almeno
inviare i figli in classe, poi verranno i quaderni , in seguito, borse,
i libri… e ragazzi fanno il giro di zii e zie, fratelli maggiori,
parenti e vicini per racimolare qualche soldo per comperare almeno i
quaderni…. Anche alle porte delle nostre missioni c’è la fila di
ragazzi e ragazze che vengono a supplicare un aiuto per la scuola…. Fin
che si può si aiuta, ma bisognerebbe essere direttori di Banca per
trovare qualcosa per tutti.
Ufficialmente il tasso di
scolarizzazione 74% ragazzi 70% ragazze, ma sono molti quelli che
cominciano l’anno e che poi non continuano a frequentare… In certe
regioni, soprattutto agricole, o del nord, quasi la meta dei bambini
non va a scuola, alcuni scelgono loro di non frequentare e nessuno si
preoccupa di obbligarli, ma parecchi sono tenuti a casa a badare ai
fratellini, le bambine, o a custodire gli animali o lavorare nei campi,
i ragazzi.
Ci sarebbe poi da parlare del tipo
di scuola, ma questo sarebbe un discorso troppo lungo.
Padre Antonio Panteghini, scj
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