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Camerun:
sull’orlo di una guerra civile?
Mercoledì 27 febbraio ore 18.00: “Pronto?” “Pronto, ciao Andrea,
sono p. Antonio. Avvisa i volontari che domani non possono partire per
Douala!” “Ma cosa è successo?” Un inizio di ribellione… è meglio
aspettare una settimana o dieci giorni e poi vediamo… Con queste
parole p. Antonio ci avvisa che in Camerun sono cominciati dei disordini
sociali… disordini che ci preoccupano molto.
Tutto ha inizio con sabato
23, con lo sciopero dei trasportatori che chiedono al governo di Yaounde
degli aiuti per risolvere e placare l’ascesa del prezzo del gasolio (che
ha superato quota 1,1 euro al litro)… all’interno di queste
manifestazioni (organizzate nelle maggiori città) si sono infiltrati
anche anarchici e persone militanti nell’opposizione che hanno
trasformato le manifestazione in risse, a tal punto che, l’esercito e la
polizia hanno risposto e come spesso capita, sono scappati alcuni
morti…così le manifestazione, le scese in piazza si sono espanse a
macchia d’olio in tutte le più importanti città dello Stato… ora si
protesta contro il governo per tutto: per il pane troppo costoso, per il
gasolio, per il riso, per la corruzione,… per tutto, e questo è vero… la
popolazione è agli stremi… in questi ultimi mesi i prezzi sono
continuati a salire vertiginosamente, rendendo la già povera
popolazione, ancora più povera; è stata privata anche di quel poco, anzi
pochissimo che aveva…
Ora la tensione è alta… anche le notizie che ci
arrivano sono frammentarie e confuse, sicuramente nostro dovere sarà
quello di dare ampio spazio a questo momento di crisi, dando
informazioni il più possibile giuste e complete. Confidiamo nei nostri
missionari che si trovano proprio in prima linea e che nonostante questa
crisi non si sono mai fermati nell’aiutare i tantissimi che bussano alle
porte… unico limite incontrato è che a causa delle manifestazioni
e dei posti di blocco è impossibile girare per i villaggi e le città…
così solo chi raggiunge le missioni può ricevere un pronto aiuto.
Unica certezza è che, stasera, Paul Biya, presidente del Camerun,
parlerà alla Repubblica, speriamo che le promesse di stasera siano
mantenute e che presto tutto si calmi, prima che la situazione diventi
sempre più pesante. Andrea dello
Staff
www.children-care.org
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